RECENSIONE 'CAFFE' GOYA'

14.08.2014 12:17

12Aug

"Qualcosa di insolito" - Stefano Colli

Pubblicato da Caffe Goya

Di insolito la trama di questo romanzo del mistero ha tutti gli elementi , imprevedibili, ma soprattutto fantasiosi, grotteschi e noir al tempo stesso.

Sulla scia dell’ispirazione del capolavoro di M.Bulgakov “Il maestro e Margherita” di cui contiene una bella citazione in apertura, lo scrittore Stefano Colli avvicina la sua penna maggiormente ai romanzi di Allan Poe in cui trama psicologica, thriller e mistero si fondono in un unicum indissolubile. La storia, di cui vivamente consigliamo la lettura per il discostarsi dalle solite letture di evasione tipiche del genere impropriamente definito “giallo”, si dipana tra quattro stadi incastrati uno dentro l’altro, ma singolari e originali nella visione di scene cinematografiche, e nell’eterno scontro tra bene e male, con quell’originalità di stile e contenuti colti ed enigmatici.

Il conte Woyacek e il commissario Boranga, capo della squadra omicidi di Grosseto, sono i protagonisti di vicende e indagini che attraversano la Maremma, Catania, Londra, Stonehenge e altre località non prive di altrettanto fascino, che fanno da sfondo all’intreccio di una trama davvero “insolita”.

La vicenda inizia con la partenza in treno di alcune persone risvegliatesi dal sonno eterno, che verso una destinazione sconosciuta, sono destinate ad incontrarsi in un castello dove uno strano conte è pronto ad offrir loro una nuova vita, purchè il superamento di alcune prove consenta agli ignari soggetti di portare a termine il loro progetto di vita, accettando da un lato le debolezze e al contempo evitando di ripetere gli errori comuni di tutte le esistenze.

Lo stile è senza dubbio denso di originali percorsi con risvolti psicologici inaspettati, attraverso i quali le vite di queste persone dovranno passare,in presenza di elementi al di fuori di ogni comune sentire.

Per non svelare troppo dell’intreccio, diremo che la lettura scorre piacevolmente fluida anche per l’interesse che crea la descrizione, sullo sfondo, di una società, la nostra, mai priva di contraddizioni, ma esaminata attraverso dettagli ricchi di sfumature antropologiche, filosofiche, storiche che vanno al di là dei territori di cui parla e accomunano i lettori di ogni dove.

L’ironia del personaggio di Kasper, un gatto nero speciale, è un altro elemento che ammalia e coinvolge in una lettura e una trama che resta sospesa si tra mistero e luce, ma avvolge per primo lo spettatore, il quale, come fosse a teatro, dove le riflessioni accompagnano la visione delle immagini, si chiede : ma ad ogni errore c’è poi un rimedio ?

La soluzione non è chiara e limpida, gli ingredienti a tratti scabrosi, oscuri e surreali condiscono questo lavoro per non lasciar nulla al caso, ma neanche all’ovvio delle facili interpretazioni.

Troviamo, in realtà, due piani di lettura su cui procedere: quello della storia, con fatti e accadimenti continui a cui prestare attenzione, e un altro, più mistico, surreale, o meglio scavato nel profondo, in cui ci sono dettagli su cui riflettere perché comuni alle esistenze di noi tutti, il coesistere di due piani che in molte vite di oggi, spesso si ignorano, ma sono radicati e presenti.

E noi ci ritroviamo avvolti, ammirati e carichi di suggestioni emotive discese negli strati più oscuri del nostro essere.

Il vero fine, e l’utile, di ogni lettura che sappia davvero arricchire lo spirito.

La redazione di Caffegoya

Stefano Colli è nato e vive a Grosseto. Filosofo di formazione, insegna al liceo scientifico. Oltre che alcune poesie pubblicate sul sito www.aphorism.it, ha già al suo attivo il romanzoL’estate di Emma (Europa Edizioni). Questo ultimo lavoro è pubblicato da I libri di Emil.

"Qualcosa di insolito" - Stefano Colli

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