RECENSIONE APHORISM

08.12.2013 22:30

"Scusi, vado bene per la Senese?”: una semplice domanda si insinua all’improvviso nelle sommesse meditazioni solipsistiche di Cristiano, urologo senese alla soglia dei quarant’anni, in fuga da una vita incasellata tra doveri, sensi di colpa e aspettative altrui.
A chiamarlo a gran voce, dai margini della vita e di una sera toscana, è la più improbabile delle donne che il giovane avrebbe potuto incontrare sulla sua strada, già messa a dura prova da figure femminili ben poco stimolanti.
Emma è una persona dall’aspetto bizzarro e dai discorsi talvolta confusi, tali da innescare una prima reazione di malcelato fastidio. Ma una volta lontano, al sicuro dal confronto, Cristiano ripenserà a quella strana congerie di spontaneità, affetto disinteressato e gesti avventati, e si renderà conto quanto, in realtà, le parole della donna lasciassero trasparire intelligenza, umanità e sensibilità non comuni, di gran lunga superiori rispetto a tante altre persone definite “normali”.
Cristiano conosce Emma all’inizio di un’estate difficile, costellata di riti, incontri, abbandoni che solo l'amata filosofia gli consente di affrontare con un sano distacco; l’evento si rivelerà un elemento determinante per consentirgli di dare una svolta alla propria esistenza e diventare, finalmente, un adulto consapevole e appagato dalla vita.
Nel bel romanzo di Stefano Colli, dove trovano spazio riflessioni profonde sulla società, la natura degli uomini, la capacità dell’uomo di agire sul proprio destino, i personaggi ruotano come nuvole rapide intorno al protagonista, deciso a conquistarsi una vera indipendenza a costo della placida quiete riservata a chi si accontenta di camminare sulla strada segnata.
Sullo sfondo della vicenda si stagliano meravigliosi scorci di paesaggi toscani che l’autore dipinge con stile sapiente: Siena, con le suggestive atmosfere contradaiole, Grosseto, antica città a misura d’uomo, e Castiglione della Pescaia, il buen retiro sul mare, luoghi cari, ben noti a Cristiano, che però, dopo l’estate di Emma, assumeranno tutto un altro sapore.

recensione di Maria Teresa Di Sarcina